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Sci

Storia

I primi dati relativi ai disabili sugli sci risalgono a dopo la seconda guerra mondiale: i numerosi reduci amputati che sapevano sciare si sono inventati un modo per continuare a farlo, nonostante la loro modificata fisicità.
Tre sci, uno per racchetta e il terzo per la gamba sana, hanno permesso di sciare ad amputati sopra il ginocchio.

Zeppe sotto gli scarponi e cavi e carrucole per piegare l'articolazione sono stati i primi ausili per disabili amputati sotto il ginocchio.

Nel 1947 questo sport si è diffuso molto e l’anno dopo sono stati organizzati i primi corsi per disabili. A questo punto ai disabili di guerra si sono aggiunti altri disabili, ma fino agli anni Settanta amputati e non vedenti erano gli unici a sciare. La voglia di sciare e la fantasia li hanno spinti a produrre diversi prototipi per sciare, fino all’invenzione del monosci.

Nel 1948, mentre a Badgastein, in Austria, 17 atleti partecipano al primo campionato disabili di cui abbiamo traccia, a Stoke Mandeville, in contemporanea con le Olimpiadi estive, si svolgono i primi giochi in carrozzina.

Regolamento

L'attività agonistica internazionale è organizzata dall'International Paralympic Committee (IPC), il comitato paralimpico internazionale per lo sci nordico, che si occupa anche del biathlon paralimpico. Per le principali competizioni vale il regolamento della Federazione Internazionale Sci (FIS) integrato da apposite disposizioni dettate dall'IPC.

Per quanto riguarda lo sci nordico le competizioni si svolgono su varie distanze, che vanno da 2,5 km a 20 km, sia in tecnica classica sia in tecnica libera. Per quando riguarda invece lo sci alpino si disputano gare in tutte le specialità alpine: discesa libera, supergigante, slalom gigante, slalom speciale, combinata.
 

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